La riclassificazione del Conto economico [1]


Introduzione


I principali obiettivi che si raggiungono dalla riclassificazione del Conto economico si possono sintetizzare in:

  1. Ottenere informazioni sulla capacità dell’impresa e delle singole gestioni che la compongono di generare un risultato positivo;
  2. Determinare il grado di contribuzione delle singole aree di gestione alla produzione del risultato positivo o alla sua distruzione;
  3. Evidenziare alcuni risultati intermedi di particolare rilevanza per le analisi dinamiche dell’impresa.

L'obiettivo della riclassificazione dei valori del Conto economico consiste nel raggruppare i ricavi e i costi in base alle aree di gestione (tipica, finanziaria, extracaratteristica, straordinaria) da cui provengono, in modo da fare emergere indicatori di risultato, aggregati e margini intermedi utili per esaminare la redditività e investigare i fattori che la determinano.

Ai fini di una corretta analisi della situazione economica aziendale è importante valutare il contributo offerto da ciascuna gestione alla formazione del risultato economico d’esercizio: a parità di risultato, non è infatti indifferente che esso derivi dalla gestione caratteristica, oppure che sia frutto di investimenti nella gestione accessoria.

Conto economico a sezioni contrapposte


Degli schemi di Conto economico a sezioni contrapposte, quello a costi, ricavi e rimanenze era il più diffuso prima dell’entrata in vigore dello schema di CE previsto dalla IV Direttiva CEE. I costi e i ricavi vengono elencati in base alla loro natura, nel senso che viene indicato il tipo di costo sostenuto o di ricavo conseguito.

CE A SEZIONI CONTRAPPOSTE
PERDITE DARE   PROFITTI AVERE  
Rimanenze iniziali 600.000 Ricavi 6.000.000
Acquisti 3.000.000 Altri proventi 220.000
Costi del personale 1.800.000 Interessi attivi 10.000
Costi per servizi 300.000 Plusvalenze 50.000
Interessi passivi 200.000 Rimanenze finali 500.000
Imposte e tasse 300.000    
Ammortamenti 280.000    
TOTALE 6.480.000    
Utile netto 300.000    
TOTALE A PAREGGIO 6.780.000 TOTALE 6.780.000

I costi di esercizio, esposti nella sezione DARE, si sommano alle rimanenze iniziali,mentre nella sezione AVERE ai ricavi di vendita si sommano le rimanenze finali.I costi e i ricavi sono esposti tenendo conto della loro natura specifica (costi per materie prime, costi per trasporti, costi per servizi) e non della loro destinazione operativa (costi per la fase industriale, commerciale ecc.).

Risulta opportuna una prericlassificazione che mantenga il Conto economico a sezioni divise e contrapposte, a costi, ricavi e rimanenze, ma distingua i componenti di reddito della gestione ordinaria da quelli di natura straordinaria, finanziaria e tributaria.

CE A SEZIONI CONTRAPPOSTE prericlassificato
Rimanenze iniziali Rimanenze finali
Consumi di materie e di servizi

Costruzioni in economia e costi capitalizzati

Costi del lavoro

Ricavi netti di vendita e gestione

Costi di macchinari impianti e attrezzature

Costi straordinari e altri costi

Oneri finanziari

Imposte sul reddito
Risultato netto Ricavi straordinari ed altri ricavi





CONTO ECONOMICO IN BASE ALL'ART. 2425 CODICE CIVILE


L’articolo 2425 del Codice Civile impone una struttura rigida e vincolante per la redazione del Conto Economico ed è detta “scalare per natura”, in quanto parte dalla rappresentazione dei ricavi di vendita (valore della produzione) per arrivare al risultato netto dell’esercizio attraverso la sommatoria algebrica degli altri componenti positivi e negativi della gestione. 

Sinteticamente la struttura scalare, così come disposta dall’articolo 2425 del Codice Civile, si presenta nel modo seguente: 

  • A) VALORE DELLA PRODUZIONE
  • B) COSTI DELLA PRODUZIONE
  • C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI
  • D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
  • E) COMPONENTI STRAORDINARI

I componenti di reddito sono dunque suddivisi per classi o aree: 

  1. area caratteristica o ordinaria: classi A e B
  2. area finanziaria: classi C e D
  3. area straordinaria: classe E
  4. area tributaria: voce 22)

L'aggregazione delle componenti di costo e ricavo e della loro suddivisione in classi viene effettuata in base alla natura economica, ossia in relazione al tipo di fattori produttivi a cui sono collegati.

Lo schema di Conto economico secondo un criterio di destinazione economica, tuttavia è di ostacolo ad una riclassificazione delle componenti di costo e di ricavo in base ad un criterio di destinazione gestionale, con lo scopo di separare l'attività caratteristica dell'impresa da quella extra caratteristica e straordinaria.

Il Conto economico previsto dal nostro Codice civile, anche se presenta alcuni risultati parziali, presenta alcuni limiti informativi che ne impediscono la sua utilizzazione per le analisi di bilancio.

CONTO ECONOMICO IN BASE ALL'ART. 2425 C.C.

A) Valore della produzione
B) Costi della produzione
Differenza (A-B)
Gestione ordinaria o gestione caratteristica

C) Proventi e oneri finanziari
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie
Gestione finanziaria

E) proventi e oneri straordinari
Gestione straordinaria

Risultato ante imposte
Imposte sul reddito dell'esercizio
Gestione tributaria

Utile (Perdita) dell'esercizio

La prima considerazione da fare per lo schema di Conto economico, così come dispone l'art. 2425 del Codice civile, riguarda il fatto che la gestione atipica viene assorbita dalla gestione caratteristica, mentre la prassi preferisce evidenziare distintamente il contributo di queste due aree di gestione alla redditività complessiva dell'impresa.

Infatti non risulta corretto definire come risultato della gestione caratteristica la differenza tra la classe "A" - Valore della produzione e la classe "B" - Costi della produzione. Infatti la voce "A5" - Altri ricavi e proventi potrebbe includere componenti di natura non ordinaria, quali ad esempio plusvalenze, sopravvenienze attive e pertanto si rende necessario procedere ad una più approfondita riclassificazione onde evidenziare tali differenze.

In analogia, i costi della produzione includono anche eventuali oneri atipici, come ad esempio le manutenzioni e le riparazioni, le assicurazioni, gli ammortamenti di immobili civili.

Pertanto la differenza tra il valore tra il valore e i costi della produzione A-B non costituisce necessariamente il risultato operativo, ossia il risultato della sola gestione caratteristica o tipica.

Ulteriori osservazioni in merito allo schema di Conto economico previsto dal Codice civile si possono così riassumere:

  1. nella gestione finanziaria sono compresi anche dividendi da partecipazioni che più correttamente dovrebbero essere allocati nell'area atipico-patrimoniale;
  2. le svalutazioni di immobilizzazioni (voce B 10 c) e le rettifiche di valore di attività finanziarie (voce D 18 e D19), collocate nell'area finanziaria, dovrebbero preferibilmente essere inserite nella gestione straordinaria.

Per procedere ad una corretta analisi di bilancio è necessario dunque che i componenti positivi e negativi di reddito debbano essere riclassificati in modo da poter comprendere l’andamento delle diverse gestioni in cui l’attività aziendale viene comunemente suddivisa.

 

Si avranno così: 

  1. area caratteristica (ricavi e costi inerenti l’attività principale dell’impresa);
  2. area finanziaria (ricavi e costi inerenti il finanziamento dell’impresa);
  3. area extra caratteristica o area atipico-patrimoniale (ricavi e costi non peculiari all’attività principale);
  4. area straordinaria (ricavi e costi inusuali);
  5. area tributaria (imposte sull’esercizio).

Infatti, come sopra precisato, nell’area caratteristica alla voce A) Valore della produzione, 5) altri ricavi e proventi e alla voce B) Costi della produzione 14) Oneri diversi di gestione sono compresi componenti positivi e negativi di reddito che appartengono all’area extra caratteristica o straordinaria, oppure con riferimento agli ammortamenti individuare quelli di immobilizzazioni materiali non riferibili a cespiti che sono direttamente collegati all'attività tipica dell'impresa (si pensi ad esempio agli ammortamenti degli immobili civili di proprietà dell'impresa).




Conto economico a costo del venduto


Per giungere alla riclassificazione del Conto economico a costi e ricavi del venduto, occorre passare attraverso le seguenti fasi preliminari:

  • DEFINIRE LE AREE GESTIONALI
  • AGGREGARE I COSTI PER DESTINAZIONE
  • IMPUTARE I COSTI NELLE AREE GESTIONALI

Nel Conto economico a costi e ricavi del venduto, i componenti di reddito sono classificati per destinazione, e non più per natura in relazione alle differenti aree funzionali in cui può essere suddivisa l’attività aziendale.

L’attività di gestione di un’impresa industriale è suddivisa in genere in queste aree:

  • AREA GESTIONE PRODUTTIVA (Area industriale, commerciale, amministrativa)
  • AREA FINANZIARIA
  • AREA STRAORDINARIA
  • AREA ACCESSORIA PATRIMONIALE
  • AREA TRIBUTARIA

L’area della gestione produttiva include tutti i componenti positivi direttamente connessi alla vendita dei prodotti aziendali nonché tutti i componenti di costo legati all’acquisizione dei fattori della produzione, per la loro successiva trasformazione in prodotti finiti e la loro collocazione sul mercato.
Quest’area si suddivide a sua volta nell’area industriale, che deve includere tutti i componenti relativi alle operazioni necessarie a svolgere il processo produttivo, quali ad esempio le quote di ammortamento dei beni strumentali, il costo delle materie prime e il costo dei beni direttamente collegati alla produzione.
Nell’area commerciale che include tutti i costi relativi alle operazioni necessarie per collocare i prodotti sul mercato, nonché i costi collegati allo studio del mercato stesso quali ad esempio i costi di marketing.
Nell’area amministrativa che include tutti i costi relativi alle operazioni economiche-finanziarie della gestione di impresa, quali ad esempio la rilevazione e la registrazione dei dati contabili.

L’area finanziaria include tutti componenti positivi e negativi legati alla gestione dei mezzi finanziari, in particolare gli interessi attivi e passivi, gli oneri finanziari derivanti da prestiti ecc.

L’area straordinaria include tutti componenti positivi e negativi relativi ad operazioni estranee alla gestione ordinaria.

L’area accessoria patrimoniale include tutti componenti positivi e negativi legati in genere alla gestione di beni patrimoniali non strumentali all’attività tipica dell’azienda.

L’area tributaria include i costi per le imposte dirette.

Ad esempio per quanto riguarda gli ammortamenti, mentre nel Conto economico redatto in base alla IV Direttiva CEE, questi costi sono indicati complessivamente, nel Conto economico a costo del venduto sono indicati per destinazione suddividendo l’importo degli ammortamenti in quote a seconda delle diverse aree funzionali.

Quindi, continuando con l'esempio degli ammortamenti, nel Conto economico a costo del venduto, essi saranno suddivisi secondo una classificazione per suddivisione in:

  • Ammortamenti quota gestione industriale
  • Ammortamenti quota gestione commerciale
  • Ammortamenti quota gestione amministrativa
  • Ammortamenti eventuale quota gestione atipica o patrimoniale

“Poiché la ripartizione funzionale dei costi operativi poggia sulle informazioni che solo la tenuta di un'adeguata contabilità analitica è in grado di dare, lo schema a costi e ricavi del venduto è oggettivamente di difficile applicazione per l'analista esterno. Esso costituisce, invece un importante strumento di informazione e di reporting, proprio della contabilità direzionale."
Boni-Ghigini-Robecchi Percorsi modulari in economia aziandale – Scuola & Azienda Mondadori Education


“La riclassificazione del Conto economico a costo del venduto consente di visualizzare il contributo delle diverse funzioni di impresa al risultato economico complessivo. Pertanto è molto utilizzato ai fini del controllo di gestione."
Fonte: Economia aziendale 3..in tasca – Edizioni Simone


Il conto economico a costi e ricavi del venduto presenta dunque queste caratteristiche:

  • Si prefigge di determinare il costo che l’azienda ha sostenuto per i prodotti venduti nell’esercizio;
  • Ha una rappresentazione scalare per destinazione produttiva che può però essere predisposta solo all’interno dell’azienda.
  • Fa emergere una serie di importanti risultati intermedi quali:
  • Il costo del venduto
  • Il margine lordo industriale
  • Il reddito operativo

Il conto economico a costi e ricavi del venduto si presenta con questo schema:

CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO A COSTO DEL VENDUTO
RICAVI NETTI DELLE VENDITE E DELLE PRESTAZIONI - COSTO DEL VENDUTO
[1] RISULTATO LORDO DELLA GESTIONE INDUSTRIALE
- Costi commerciali
- Costi amministrativi

(2) RISULTATO OPERATIVO LORDO

+/- saldo gestione finanziaria

(3) RISULTATO DELLA GESTIONE ORDINARIA
+/- saldo della gestione straordinaria
(4) RISULTATO ANTE IMPOSTE
- imposte dell'esercizio
RISULTATO DI ESERCIZIO

“Nella configurazione a costo del venduto è presente un solo risultato intermedio (il risultato lordo della gestione industriale) perché con questa struttura si intende spostare l’indagine sulle aree funzionali.
Fonte: G.Balestri – Manuale di economia e gestione aziendale - Hoepli

Il costo del venduto rappresenta il valore dei fattori impiegati per ottenere le sole produzioni vendute rappresentate dai ricavi netti di vendita e si ottiene sommando il costo di acquisto delle materie prime e dei materiali impiegati nel processo produttivo, tutti gli altri costi diretti ed indiretti inerenti all’area produttiva e detraendo i costi di patrimonializzazione per lavori interni industriali.

Nella configurazione del Conto economico a costo del venduto esso assume un ruolo molto importante, per tale motivo appare indispensabile rappresentare gli elementi che lo devono costituire:

GLI ELEMENTI CHE COSTITUISCONO IL COSTO DEL VENDUTO
Esistenze iniziali di materie prime, sussidiarie, di consumo, merci, prodotti in lavorazione, semilavorati e prodotti finiti
+ acquisti di materie prime, sussidiarie, di consumo
+ costi per servizi industriali
+ costi per il personale del settore industriale
+ ammortamenti del settore industriale
+ altri costi operativi del settore industriale
- Rimanenze finali di materie prime, sussidiarie, di consumo, di merci, di prodotti in lavorazione, di semilavorati e di prodotti finiti
- Costi patrimonializzati per lavori interni e lavori in economia
= COSTO DEL VENDUTO

Mentre il costo del venduto include tutti i costi direttamente connessi con le materie prime, la manodopera diretta, le spese generali di produzione e l’ammortamento dei macchinari e degli impianti utilizzati nell’attività di produzione, il Margine lordo industriale non è altro che la differenza tra i Ricavi netti complessivi e il costo del venduto e può essere un valido indicatore dell’efficienza del processo produttivo, senza tenere conto dell’influenza dei costi commerciali e amministrativi.

il margine lordo industriale
RICAVI NETTI DI VENDITA
+ Ricavi complementari tipici
= RICAVI COMPLESSIVI NETTI
- Costo del venduto
= MARGINE LORDO INDUSTRIALE

Il livello del Margine lordo industriale consente all'analista di avere importanti indicazioni sull'efficienza dei processi di trasformazione.

Dal Margine lordo industriale si sottraggono i costi di natura commerciale e i costi di natura amministrativa e si ottiene il 2° risultato intermedio, il Risultato operativo lordo o MARGINE OPERATIVO NETTO.

Se il valore di questo secondo risultato intermedio fosse su un buon livello, anche in presenza di un risultato di esercizio negativo, segnalerebbe la capacità di creare ricchezza nell’ambito della struttura operativa. Le cause del successivo risultato negativo di esercizio andrebbero pertanto ricercate nell’area della gestione finanziaria o in quella, eventuale, straordinaria.

IL MARGINE OPERATIVO NETTO
MARGINE LORDO INDUSTRIALE
- COSTI COMMERCIALI
- COSTI AMMINISTRATIVI
= RISULTATO OPERATIVO LORDO O MARGINE OPERATIVO EBIT

Il Risultato operativo lordo (EBIT) è una grandezza evidenziata sia nello schema di Conto economico a costo del venduto sia in quello a valore aggiunto, confermando l’importanza di tale valore ai fini dell’analisi di bilancio, in quanto lo stesso non è influenzato dal risultato dell’area della gestione finanziaria, cioè dagli interessi riconosciuti per i finanziamenti ottenuti.