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Margine di tesoreria
In questa pagina sono esposti alcuni approfondimenti in tema di analisi per margini con particolare riferimento al margine di tesoreria.
Margine di tesoreria
L'obiettivo della solvibilità finanziaria è investigato attraverso il Margine di tesoreria che è una prima misura, espressa in valore assoluto, della condizione di liquidità/solvibilità di un'azienda, ossia la misura della sua capacità di soddisfare le richieste debitorie a breve termine con le risorse che scaturiscono dalle attività correnti e dalle attività liquide.
Su Master24, edizione Il Sole24ore, si legge che il margine di tesoreria "misura l'indipendenza dell'azienda nel far fronte alle passività a breve scadenza utlizzando le disponibilità liquide o le attività prontamente liquidabili".
Le attività correnti comprendono le attività che presumibilmente saranno trasformate in contante entro breve tempo (crediti verso i clienti, cambiali commerciali, prestiti in prima riscossione) ovvero titoli acquisiti per temporaneo investimento di eccedenze di mezzi monetari.
Il margine di tesoreria è infatti dato dalla differenza tra la somma delle Liquidità immediate (ossia gli impieghi liquidi di esercizio costituiti generalmente da disponibilità liquide in cassa e da depositi e c/c bancari) e dei Crediti a breve (ossia impieghi di esercizio in attesa di di realizzo) e le Passività correnti.
Il margine di tesoreria è costituito dunque dalla differenza tra liquidità immediata e differita e le passività correnti.
Tale grandezza evita i limiti legati alla presenza delle scorte negli aggregati considerati, tuttavia non è immune dai limiti collegati alla presenza dei debiti a breve annualmente rinnovati.
M.F. Polidoro scrive che "il margine di tesoreria è un indicatore, in termini assoluti, della liquidità netta dell'impresa, prescindendo dagli investimenti economici delle rimanenze".
F. Cigna scrive che il margine di tesoreria "misura la capacità dell'azienda di estinguere i debiti entro i 12 mesi tramite la conversione in liquidità di poste a breve: cassa, conti correnti bancari e crediti commerciali estinguibii entro 12 mesi ovvero la capacità di assolvere agli impegni in scadenza senza considerare le rimanenze di magazzino, che, specie in momenti di recessione, potrebbero avere difficoltà a trasformarsi in liquidità".
Invia un commento | data: 20 maggio, 2011 | Autore: Giuseppe Polli
Margine di tesoreria secca o Acid test
Una variante molto utilizzata nella pratica è il margine di tesoreria secca, conosciuto anche con il nome di acid test.
Questo margine, ancor più stringente, prende in esame le sole attività liquide, escludendo nel suo computo i crediti. I motivi per cui spesso si ricorre a questo margine scaturisce dal fatto che si preferisce misurare l'effettiva solvibilità immediata dell'impresa, senza ricorrere allo smobilizzo di voci patrimoniali (come ad esempio i crediti verso clienti) il cui valore di realizzo non sempre è certo o facilmente realizzabile.
Tuttavia è bene precisare che nel tessuto imprenditoriale italiano è assai difficile riscontrare valori positivi del margine di tesoreria secca, come si legge su Master 24"potrebbe essere il caso, ad esempio, delle società appena quotate sui mercati azionari regolamentati, le quali si possono trovare per determinati periodi di tempo con ingenti somme liquide depositate sui conti correnti senza trovare le giuste opportunità industriali sui cui investire i proventi derivanti dal processo di IPO".
Invia un commento | data: 20 maggio, 2011 | Autore: Giuseppe Polli
Significato del Margine di tesoreria
Il significato dei valori scaturenti dall'applicazione del margine di tesoreria possono essere riassunti nel seguente schema:
MARGINE DI TESORERIA |
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|---|---|
| LIQUIDITA' + LIQUIDITA' DIFFERITE> PASSIVITA' CORRENTI MTS < 0 | Il margine di tesoreria può essere positivo, segnalando quindi un presumibile equilibrio finanziario, in quanto la sommatoria delle liquidità differite (quest'ultime dovrebbero liquidarsi entro l'esercizio successivo, prime tra tutte i crediti commerciali)e delle liquidità correnti (ossia il danaro che l'impresa già ha sui conti correnti e in cassa) è sufficiente a far fronte agli esborsi in scadenza entro l'arco dei 12 mesi. |
| LIQUIDITA' + LIQUIDITA' DIFFERITE < PASSIVITA' CORRENTI MTS <0 | Il margine di tesoreria può essere negativo, segnalando deficienze di liquidità e possibili
tensioni finanziarie nel breve periodo. L'impresa si trova in zona di rischio finanziario, in quanto a fronte di una richiesta di rimborso immediata dei debiti, non avrebbe le risorse monetarie sufficienti per farvi fronte. L'indicazione di massima ricavabile in questa ipotesi è negativa, nel senso che il margine denota una situazione di illiquidità. |
La regola vuole che il Margine di tesoreria debba essere almeno, per prudenza, non negativo per confermare una valida situazione di equilibrio finanziario. Infatti se il Margine di tesoreria è positivo, significa che l'impresa ha finanziato una parte dei suoi impegni di breve termine con fonti di lungo termine e che, nello stesso tempo, sarebbe in condizione di far fronte ai propri debiti correnti, ossia alle altrui esigibilità di breve termine, con le componenti finanziarie più immediatamente disponibili a breve termine (risorse monetarie e crediti).
Il Margine di tesoreria è costituito dunque dalla differenza tra liquidità immediata e differita e le passività correnti.Tale grandezza evita i limiti legati alla presenza delle scorte negli aggregati delle attività correnti, tuttavia non è immune dai limiti collegati alla presenza dei debiti a breve annualmente rinnovati.
M.F. Polidoro scrive che "nell' ipotesi di un margine di tesoreria molto elevato, occorre verificare se ciò dipenda da un'elevata liquidità o da crediti elevati". Nella prima ipotesi l'analista dovrà capire i motivi per cui l'impresa mantiene un'alta liquidità rinunciando ad investimenti più remunerativi, nel secondo caso - un alto livello dei crediti - l'analista dovrà esaminare la natura e la gestione dei crediti stessi.
Nell'ipotesi in cui, invece, il Margine di tesoreria sia negativo, ci si troverebbe nella situazione in cui l'azienda non potrebbe onorare i suoi impegni a breve con le risorse finanziarie liquide e con le disponibilità differite, se non ricorrendo a smonetizzare il magazzino o addirittura le attività immobilizzate.
Lo schema a sinistra evidenzia l’esistenza di un margine di tesoreria negativo, quindi una situazione di presumibile illiquidità della gestione.
Nell’ipotesi in cui il margine di tesoreria sia negativo, facendo salvo l’arrivo di nuova liquidità, l’impresa non sarebbe in grado di onorare le proprie posizioni debitorie a breve termine.
All’azienda si prospettano queste alternative:
• trasformare in liquidità nell’arco dei 12 mesi impieghi non considerati per il calcolo del margine di tesoreria (rimanenze o attività fisse);
• Spostare nel lungo periodo parte delle passività a breve (non pagando ad esempio i fornitori o consolidando i conti correnti passivi)
Si tratta di verificare se il risultato negativo del Margine di tesoreria non sia ricollegabile
• ad acquisti effettuati a fine esercizio per scorte di natura speculativa, incrementando in tal modo le passività correnti e le disponibilità economiche, ma lasciando inalterate le liquidità. Come scrive Gianfranco Balestri "Sarebbe stato preferibile acquisire le scorte speculative con passività consolidate a medio-lungo termine".
• all'eventuale scadenza più ravvicinata dei crediti rispetto a quella dei debiti e le vendite dell’esercizio successivo si trasformeranno in liquidità prima della scadenza dei debiti.
Tuttavia Imerio Facchinetti scrive che "è, comunque, considerato normale un margine limitatamente negativo, perché, in un'azienda in normale funzionamento, è pressocché impossibile che vi sia una richiesta contemporanea di rimborso immediato di tutti i debiti, sia pure solo di quelli correnti".
Invia un commento | data: 20 maggio, 2011 | Autore: Giuseppe Polli
Bibliografia
Imerio Facchinetti
Analisi di bilancio
Il Sole24ore
Gianfranco Balestri
Manuale di Economia e Gestione Aziendale
Hoepli
M.F.Polidoro
Analisi di bilancio e decisioni strategiche
Maggioli Editore
Master 24
Amministrazione Finanza & Controllo
Il Sole24 ore
Letizia Ubbiali
Corso di analisi di bilancio
Università degli Studi di Pavia Facoltà di Economia
F. Cigna
Nuova relazione sulla gestione- Indicatori finanziari di risultato
Istituto di ricerca dei Dottori commercialisti ed esperti contabili