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Margine di struttura

In questa pagina sono esposti alcuni approfondimenti in tema di analisi per margini con particolare riferimento al margine di struttura.

 

 

 

Margine di struttura primario

Il Margine di struttura primario è costituito dalla differenza tra il capitale proprio, ossia quello proveniente dalla compagine sociale e le attività immobilizzate. Questo margine evidenzia la capacità dell'azienda di coprire gli investimenti nella struttura fissa con i mezzi propri.

M.F. Polidoro scrive che il margine di struttura "permette di esaminare le modalità di finanziamento dell'attivo immobilizzato".


margine di struttura
Se da questa differenza il totale della capitalizzazione propria complessiva è superiore a quello delle immobilizzazioni complessive, si ha un margine positivo, se la differenza è di importo inferiore, si ha un margine negativo.

Un margine nullo, che si ha nel caso di perfetta uguaglianza tra i due predetti aggregati, è difficilmente riscontrabile nella pratica.

A. Cascio scrive che "la misura di questo margine, espressa in forma monetaria, può essere all'incirca individuata in quella parte del capitale circolante che abitualmente è rappresentata dall'insieme delle scorte di magazzino che costituiscono il plafond vincolato dalle imprese, per assicurare comunque la rotazione normale e la regolarità dei processi di produzione".

Su Check-up aziendale a cura di Ratio si legge che "vista la condizione di equilibrio patrimoniale che prevede che l'attivo immobilizzato sia finanziato dalle passività consolidate e dal patrimonio netto, questo indice mette in evidenza il fabbisono di passività consolidate dell'azienda".

Su Master24 si legge che "il margine segnala se le fonti finanziate a carattere duraturo sono in grado di coprire il valore degli investimenti destinati a permanere a lungo nell'azienda".

Tieghi e Gigli scrivono che il margine di struttura "indica se e in quale misura l'impresa ha saputo coprire il fabbisogno finanziario connesso con gli investimenti durevoli attreverso i propri finanziamenti permanenti".

Letizia Ubbiali, nel suo corso di analisi di bilancio, scrive che "la logica di questo margine risede nel fatto che una situazione ideale sul piano del rapporto fra impieghi e fonti si ha quando l'attivo immobilizzato è coperto da fonti durevoli rappresentate dai mezzi propri non destinati alla distribuzione".

elementi per un corretta analisi di bilancio Invia un commento | data: 20 maggio, 2011 | Autore: Giuseppe Polli



Margine di struttura primario positivo

margine di struttyra positivoUn margine positivo sta ad indicare che il capitale proprio ha finanziato tutto l'attivo fisso, nonché una parte del capitale cicrolante.

La regola vuole che il Margine di Struttura primario dovrebbe essere almeno non negativo per confermare una valida situazione di equilibrio finanziario. Infatti se il Margine di Struttura è positivo, significa che il capitale proprio è in grado di coprire l'intero fabbisogno finanziario necessario per gli investimenti rappresentati dalle Attività immobilizzate, mentre se negativo significa viceversa che parte del fabbisogno durevole viene coperto, in tutto o almeno in parte, da Debiti a medio e lungo termine.

Un margine di struttura primario positivo, difficilmente riscontrabile nella pratica aziendale, segnala la possibilità dell’impresa di realizzare una strategia di sviluppo degli impieghi senza il ricorso a finanziamenti esterni, in quanto si rivela sufficiente il realizzo delle attività correnti (scorte e crediti). Come scrive Gianfranco Balestri "si parla in questo caso di investimenti autofinanziati".

Il margine di struttura, inteso nel suo significato più restrittivo, vale a dire come differenza tra mezzi propri e immobilizzazioni, peremette di esaminare le modalità di finanziamento delle immobilizzazioni stesse e può essere anche indicatore della capacità di una ulteriore espansione dell'attività aziendale o, al contrario, di una eventuale insufficienza del capitale proprio in relazione alle dimensioni aziendali.

In teoria l'azienda dovrebbe finanziare i propri investimenti nelle Attività immobilizzate mediante il solo proprio patrimonio netto, in realtà tale condizione non si verifica molto frequentemente, è infatti molto diffuso il caso che le Immobilizzazioni siano finanziate anche con l'apporto dell'indebitamento.

elementi per un corretta analisi di bilancio Invia un commento | data: 20 maggio, 2011 | Autore: Giuseppe Polli

Margine di struttura primario negativo

margine di struttura schemaUn margine negativo sta ad indicare che per finanziare la sua struttura fissa, l'impresa è stata costretta a ricorrere al capitale di terzi per la parte mancante.
La negatività del margine di struttura primario (come evidenziato nello schema) è considerata normale, a condizione che non sia su valori elevati. La differenza, in questo caso, è coperta da debiti.

Nella realtà italiana è considerato normale un margine (non accentuatamente) negativo, occorre verificare che tipo di debiti coprono il fabbisogno aziendale durevole.

L'analista in tale ipotesi deve quindi verificare quali tipi di debiti (a carattere durevole oppure correnti) coprono gli investimenti durevoli.

MARGINE DI STRUTTURA PRIMARIO
MSp maggiore di 0 CP (Capitale proprio) > AF (Attività fisse o immobilizzate) Situazione ideale. Le attività immobilizzate sono state finanziate con fonti di capitale proprio.
Questo significa che il capitale permanente finanzia anche una parte delle attività circolanti, contribuendo all’equilibrio tra fonti ed impieghi.

Indica la capacità di un'ulteriore espansione dell'attività aziendale e degli investimenti.
L'attivo fisso ammortizzato potrà essere rifinanziato con il margine residuo,senza ricorrere ad altri finanziamenti esterni.


Il margine di struttura positivo costituisce quindi un elemento favorevole in sede di valutazione della solidità patrimoniale, nonchè dei flussi finanziari a medio-lungo termine, dato che tutti gli investimenti durevoli sono stati finanziati con finanziamenti permanenti, per i quali non sussiste il problema del rimborso.
MSp= 0 CP (Capitale proprio) = AF (Attività fisse o immobilizzate) Situazione soddisfacente
MSp minore di 0 CP (Capitale proprio) < AF (Attività fisse o immobilizzate) Situazione non soddisfacente, l'impresa si trova in una situazione di dipendenza finanziaria, la parte mancante dovrà essere coperta anche con risorse di terzi che, naturalemnte, si aspettano un'adeguata remunerazione in termini di interesse.

Le immobilizzazioni sono finanziate anche con l'indebitamento, ossia con passività correnti.
Indica l'insufficienza del capitale proprio in relazione alle dimensioni aziendali.

In caso di margine di struttura negativo, occorre ricalcolarlo magari non prendendo in considerazione gli eventuali investimenti durevoli ma di natura accessoria, ossia quelli che possono essere dismessi senza arrecare pregiudizio all'attività tipica dell'impresa.Se dovesse rimenere negativo, l'analista ne avrà un segnale non favorevole, per le condizioni di un equilibrio finanziario in prospettiva.

In tal caso si amplia l’indagine includendo i debiti a m/l termine (margine di struttura secondario). Per rifinanziare la differenza occorrente alle immobilizzazioni fisse, si deve infatti ricorrere al passivo consolidato o, nei casi peggiori, a quello corrente.


La negatività del margine di struttura primario è in ogni caso considerata fisiologica se la differenza è coperta da debiti consolidati a medio/lungo termine.

Margine di struttura secondario o allargato MaSA

Per una valutazione meno severa della condizione di solidità e per il fatto che nella realtà operativa è abbastanza raro che il capitale proprio riesca a coprire l'intero fabbisogno finanziario per la copertura dell'attivo immobilizzato, nelle analisi conoscitive si fa riferimento quasi sempre al cosiddetto Margine di struttura secondario, formalmente espresso dalla differenza tra i capitali permanenti e le attività immobilizzate.

Il Margine di struttura secondario MaSA permette di valutare in merito alla capacità del totale delle fonti durevoli a medio/lungo termine di finanziare le attività immobilizzzate.

Come nel caso precedente, questo margine potrà risultare positivo, negativo o nullo, se il "peso" del passivo permanente risulterà superiore, inferiore o uguale a quiello delle immobilizzazioni.

margine di struttura secondario
Se dunque confrontiamo la somma del capitale proprio e del passivo consolidato con l’attivo fisso si ottiene questo secondo margine, detto margine di struttura globale o margine di struttura allargato o secondario. Da una parte i capitali permanenti (somma dei mezzi propri e dei mezzi di terzi a medio-lungo termine) dall'altra le attività fisse. Questo margine indica quanta parte degli investimenti durevoli è finanziata con fonti di finanziamento a lunga scadenza.

margine di struttura secondario positivo
Il margine di struttura, inteso nel suo significato globale, permette di esaminare le modalità di finanziamento dell’attivo immobilizzato ed è costituito, come abbiamo visto, dalla differenza tra il Capitale permanente (Capitale proprio + Passività consolidate) e l’Attivo immobilizzato. Lo schema a fianco permette di visualizzare le voci che interessano il calcolo di questo margine.

Se il Margine di struttura secondario assume valori inferiori a zero, si avrebbe un caso di mismatching - con questo termine si indica che per necessità o per scelta, non coincidono le scadenze di due flussi finanziari dello stesso ammontare ma di segno contrario - tra le scadenze delle fonti di finanziamento e le caratteristiche delle attività investite.

Viceversa se il Margine di struttura secondario assume valori positivi, significa che le fonti di finanziamento durevoli finanziano oltre a tutti i beni destinati a permanere nell'impresa a medio/lungo termine, ma anche parte delle attività a breve, con riflessi positivi sulla struttura ziendale.






Significato del Margine di struttura secondario



MARGINE DI STRUTTURA SECONDARIO o ALLARGATO
MSs> 0 CP (Capitale proprio) + PF (Passività fisse) > AF (Attività fisse o immobilizzate) La struttura fonti-impieghi risulta equilibrata, i capitali permanenti risultano superiori alle attività fisse, il margine positivo segnala l’esistenza di una soddisfacente correlazione tra le fonti a medio-lungo termine con gli impieghi ugualmente a medio-lungo termine.

Mentre i fondi di ammortamento assicurano il rinnovo delle immobilizzazioni, la parte del passivo consolidato, che residua come margine, finanzia una parte del capitale circolante, presumibilmente l'importo del magazzino e delle scorte vincolati alla produzione.
MSs< 0 CP (Capitale proprio) + PF (Passività fisse) < AF (Attività fisse o immobilizzate) Situazione non soddisfacente, pericolosa e fonte di squilibrio finanziario. Il Capitale permanente non finanzia interamente le attività immobilizzate, che saranno dunque in parte finanziate con passività correnti, determinando uno squilibrio finanziario.

Gli investimenti nella struttura fissa sono in parte coperti con passività correnti, quindi non correlate nel tempo.

Un nuovo finanziamento delle immobilizzazioni deve essere affidato alla esigibilità, ossia ai debiti a bteve scadenza, cosa che altera chiaramente l'equilibrio finanziario.

Un valore negativo del margine di struttura allargato amplifica il segnale negativo già proveniente da un margine di struttura negativo, dato che la copertura degli investimenti fissi avviene non solo attraverso il capitale proprio e una parte delle passività consolidate, ma anche con l'utilizzo di una parte delle passività correnti, con la conseguenza che l'impresa, nel breve termine, avrà difficoltà a fronteggiare l'obiettivo della solvibilità finanziaria.

Nel proprio CORSO DI ANALISI DI BILANCIO la Prof.ssa dell'Università degli Studi di Pavia Letizia Ubbiali scrive che "Il margine di struttura assume carattere di complementarietà rispetto all’attivo disponibile netto. Esso esprime la capacità dell’azienda di far fronte al fabbisogno finanziario derivante dagli investimenti in immobilizzazioni, mediante il ricorso ai mezzi propri, oppure al totale del capitale permanente".

elementi per un corretta analisi di bilancio Invia un commento | data: 20 maggio, 2011 | Autore: Giuseppe Polli

Bibliografia

Gianfranco Balestri
Manuale di Economia e Gestione aziendale
Hoepli

M.F.Polidoro
Analisi di bilancio e decisioni strategiche
Maggioli Editore

A. Cascio
Analisi del bilancio con il computer
Il Sole 24 ore Pirola SpA 1995

Ratio Centro Studi Castelli
Check-up aziendale
Come tenere l'azienda sotto controllo

Il Sole24 Ore 2007

Master24
Amministrazione Finanza & Controllo
Il Sole 24 ore

M. Tieghi - S. Gigli
Gli strumenti per le analisi del bilancio di esercizio
Società editrice Il Mulino - Bologna

Letizia Ubbiali
Corso di analisi di bilancio
Università degli Studi di Pavia Facoltà di Economia