Capitale circolante netto

Capitale circolante netto o Margine di disponibilità

formula del Capitale circolante nettoPassando dalla parte consolidata alla parte corrente della struttura del patrimonio, con il termine di Capitale circolante netto si intende la differenza tra Attività Correnti e Passività Correnti.
Esso costituisce un margine di primaria significatività che si utilizza per verificare la situazione finanziaria dell'impresa, in quanto evidenzia il livello di equilibrio strutturale e finanziario di breve termine.

Il Capitale Circolante Netto è un margine costituito dalla differenza tra le Attività Correnti meno le Passività Correnti, in altri termini da (Rimanenze + Liquidità Immediate + Crediti a Breve Termine) meno (Debiti Finanziari + Debiti a Breve Termine).

Questo margine si chiama anche finanziario in quanto al suo interno ne fanno parte non solo voci di natura operativa (come ad esempio crediti verso clienti, scorte di magazzino e debiti commerciali) ma anche di natura finanziaria, come banche a breve (sia attive che passive) liquidità in cassa, assegni, valori bollati.

Il C.C.N. si può ottenere anche sottraendo il capitale fisso ai finanziamenti durevoli, ossia la somma del capitale proprio e delle passività consolidate.

Nella formula più usata (attività correnti meno passività correnti), il C.C.N. può essere visto come il "capitale di lavoro" (working capital secondo la terminologia finanziaria) dell'impresa, ossia quel valore che ruotando continuamente (ecco il concetto di capitale circolante) esige, per la parte non coperta da passività correnti, forme di copertura durevoli.

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO
+ Liquidità immediate
+ Liquidità differite
+ Magazzino
- Debiti verso banche
- Altre passività a breve
= Capitale Circolante Netto

Questo margine rappresenta l'ammontare complessivo delle risorse finanziarie dell'impresa che non sono immobilizzate, al netto delle passività a breve. Attività correnti che si determinano lungo il ciclo operativo dell'azienda (cassa-acquisti-scorte-produzione-scorte-vendite-crediti-incassi) e le Passività Correnti (cioè l'indebitamento a breve) che normalmente rappresentano il "polmone" di finanziamento esterno per sostenere il ciclo operativo.

Il Capitale Circolante Netto esprime la situazione di liquidità dell'azienda, ossia la sua capacità di far fronte alle obbligazioni a breve termine attraverso flussi finanziari generati dalla gestione tipica dell'impresa.

Il Capitale circolante netto costituisce il valore assoluto dell'eccedenza di attività e passività di breve termine, è una misura specifica dell'impresa in esame e viene ad avere rilievo quando si tratta di problemi specifici dell'impresa, senza un'esigenza di comparazione con altre imprese.

Perchè Circolante? Distefano e Benassi forniscono una risposta a questa domanda, circolante "in quanto comprende le risorse aziendali che nel breve periodo si rinnovano o appunto circolano, in contrapposizione alle attività fisse e passività fisse".


L'entità dl CCN non fornisce, però, un'idea immediata della proporzione tra attivo circolante e passività correnti: il fatto che l'attivo circolante sia, ad esempio, superiore alle passività correnti di 500.000 € può avere un significato ben diverso in un'impresa in cui il totale degli impieghi ammonta a 2.500.000 € e in un'altra in cui ammonta a 25.000.000 €.


Un finanziatore dell'impresa desidera che il CCN sia sempre positivo, ossia che le attività circolanti superino in misura congrua le passività correnti. In un certi senso, questa è una condizione per il rimborso delle passività correnti entro i termini previsti, tramite la liquidità prodotta entro un orizzonte temporale breve dalla vendita dei beni in magazzino, dall'incasso dei crediti versoi clienti, ecc.

Inoltre occorre considerare che il finanziatore è tanto più sicuro del rimborso del suo credito quanto maggiore è il valore dei beni del soggetto finanziato e tende a mantenere un congruo scarto tra tale valore e ammontare del finanziamento. Una banca tenderà a finanziare il proprietario di un immobile per un valore non superiore al 50-70% di tale immobile. Ora gli impieghi compresi nelle attività circolanti sono quelli che con maggior certezza si tramuteranno in liquidità per il valore indicato nello Stato patrimoniale condensato, vuoi perchè già allo stato liquido (liquidità immediate) vuoi perché rappresentano crediti il cui incasso può essere perseguito con tutti i mezzi legali (liquidità differite) vuoi perché rappresentano beni realizzabili abbastanza agevolmente sul mercato (rimanenze).

Meno certo è il valore di realizzo delle immobilizzazioni, specialmente impianti, macchinari e attrezzature, che nelle imprese industriali rappresentano la parte preponderante delle immobilizzazioni, hanno valore in quanto inseriti in un'impresa in grado di produrre utili, ma possono avere un valore del tutto modesto, nel caso debbano essere venduti disgiuntamente.

Un ammontare ampiamente eccedente delle attività circolanti rispetto alle passività correnti rappresenta, quindi, per i creditori a breve una garanzia della congruità del loro credito in rapporto alla misura dei valori più certamente relaizzabili dell'impresa finanziata e segnala ai creditori a medio-lungo termine che anche il loro credito è in parte coperto da valori prontamente liquidabili.

M.F. Polidoro scrive che "si deve ritenere come obiettivo ideale il raggiungimento di una situazione nella quale le passività a breve siano coperte, oltre che dalle liquidità immediate e differite, da quella parte delle rimanenze che possono essere vendute senza intaccare la cosidetta scorta di sicurezza".

I. Facchinetti scrive che "Il capitale circolante netto è la grandezza finanziaria più impiegata nei vari tipi di analisi" mentre G. Balestri scrive che" Il capitale circolante netto ha la stessa entità del margine di struttura allargato: ne rappresenta, infatti, l'esatto opposto, in quanto se il passivo consolidato è maggiore dell'attivo fisso, anche l'attivo corrente deve essere necessariamente maggiore del passivo corrente".

Capitale circolante netto positivo


capitale circolante netto positivoUn valore positivo del Capitale circolante netto costituisce dunque il sintomo di una situazione finanziaria quanto meno soddisfacente, in quanto evidenzia che il fabbisogno a breve, costituito dalle Passività Correnti, è sufficientemente coperto dalle Attività Correnti.

Le Attività correnti, costituite dalle disponibilità economiche (magazzino) e dalle liquidità, sono in grado di far fronte ai debiti a breve, costituiti dalle passività correnti.

Quest'ultime risorse, che si potranno trasformare in flussi finanziari nel corso dell'esercizio successivo, sono superiori agli impegni di debito che si dovrebbero soddisfare nello stesso periodo.

M.F. Polidoro scrive che "se il Capitale circolante netto assume un valore positivo, ciò esprime una situazione di equilibrio in quanto indica quanto in più delle risorse si verrà a trasformare in denaro nel breve periodo rispetto agli impegni in scadenza nello stesso periodo".

E' opportuno però evidenziare che, oltre al fatto che tra le attività correnti sono incluse anche le rimanenze, che non sempre possono essere vendute senza difficoltà, la misura del CCN non dà, però, un’idea immediata della proporzione tra attivo circolante e passività correnti.

Il Capitale circolante netto, come indicatore della liquidità, è inoltre condizionato dal peso delle scorte di magazzino che costituiscono l’investimento con minore liquidità in quanto:

• includono una quota di scorte minime, che in pratica costituiscono un investimento fisso;
• possono includere una quota di materie prime che devono subire un processo di trasformazione e di commercializzazione prima di trasformarsi in liquidità.

capitale circolante positivoIn Check-Up Aziendale a cura di Ratio si legge che "se anche il Capitale Circolante Netto è positivo, non è detto che l'azienda non abbia problemi di solvibilità; questo indice comprende infatti tra le attività correnti anche le rimanenze e queste ultime non sempre sono beni che possono essere venduti immediatamente e quindi generare liquidità pari al valore al quale sono contabilizzate nello stato patrimoniale".

capitale circolante positivoIn Master 24 a cura de Il Sole 24 ore si legge che "le passività finanziarie trovano copertura in attività a rapida liquidabilità" e quindi l'azienda potrà rientrare delle proprie posizioni debitorie senza ricorrere allo smobilizzo delle risorse stabilmente impiegate nell'impresa. Occorre prosegue Master 24 "prestare attenzione in sintesi a enfatizzare livelli di CCN largamente positivi, semmai è interessante coglierne la evoluzione storica".

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO POSITIVO - ESEMPIO
 
C.C.N. azienda A
C.C.N. azienda B
Rimanenze
2.500.000
800.000
Liquidità differite
3.500.000
4.000.000
Liquidità immediate
300.000
400.000
Attività correnti
6.300.000
5.200.000
Passività correnti
(4.500.000)
(4.500.000)
Capitale Circolante Netto
1.800.000
700.000

L'esempio indica che l'azienda A presenta un C.C.N. superiore a quello dell'azienda B, tuttavia la situazione di B è senza dubbio migliore rispetto a quella di A. Quest'ultima ha un C.C.N. superiore a quello di B in quanto ha un valore di rimanenze nettamente superiore a quello di B.
Tuttavia è bene sottoilineare che le rimanenze di magazzino sono beni che, una volta venduti, generano liquidità, ma non sono sempre vendibili al prezzo con cui sono state contabilizzate in bilancio. Per questo motivo la stuazione di solvibilità dell'impresa deve essere sempre valutata all'esame del C.C.N. ma congiuntamente al margine di tesoreria, ossia un margine al netto delle rimenenze.

Il costo del Capitale Circolante netto

Si sottolinea che il Capitale Circolante netto positivo costituisce un impiego di capitale e quindi l'azienda deve reperire le fonti per finanziarlo, solitamente questo capitale proviene dai terzi e quindi determina un costo, questo costo rappresenta il costo del Capitale Circolante Netto.

Riprendendo l'esempio dell'azienda B del precedente schema, si vede che l'azienda B presenta Crediti verso clienti per € 4.000.000, significa che la stessa ha rinunciato temporaneamente a mezzi finanziari generati dalle vendite. Questi mezzi finanziari ai quali l'azienda ha rinunciato (sia pure nel breve periodo) devono essere reperiti presso terzi (banche, fornitori o soci).

Dunque il costo del C.C.N. è pari al costo delle fonti necessarie a finanziare gli impieghi di capitale in C.C.N. e reperite presso terzi. Quindi, come si osserva in Check Up-aziendale "nella valutazione del C.C.N. ideale bisogna conciliare esigenze di solvibilità con esigenze di economicità della gestione".

Capitale circolante netto negativo

capitale circolante netto negativoQuando esso è negativo (attività correnti minori delle passività correnti), significa che l’impresa si trova in una situazione di illiquidità.

La situazione finanziaria-patrimoniale rileva la copertura di investimenti fissi con fonti di finanziamento a breve termine.

In tale ipotesi l'impresa finanzia con fonti a breve (Passività correnti) anche parte delle Attività immobilizzate, esponendosi, così, ad un alto rischio finanziario, in quanto le passività correnti,avendo una potenziale esigibilità a breve, potrebbero non essere soddisfatte a causa della più lenta liquidibilità delle Attività fisse.

Questa situazione può portare a un disinvestimento della struttura fissa produttiva pregiudicando l'attività aziendale.

A. Cascio scrive che un capitale Circolante netto negativo "deve destare preoccupazioni in quanto viene dimostrato che l'impresa, avendo l'altra parte del capitale immobilizzata, non riesce a pagare neanche i suoi debiti a breve colo solo capitale circolante".

Su Master 24 si legge che "qualora si rendesse necessario rientrare nelle posizioni debitorie si dovrà ricorrere allo smobilizzo, oltre che delle poste a breve, di voci che sarebbero destinate a mantenersi durevolmente in azienda".

Il capitale circolante netto dovrebbe essere sempre positivo, se è negativo significa che l’azienda sta finanziando attività immobilizzate con fonti a breve esponendosi a gravi rischi di natura finanziaria.

I debiti verso banche

capitale circolante netto negativoNell’ipotesi di CCN negativo, se tra i debiti formalmente a breve non si tiene conto dei debiti verso banche, che possono essere considerati di natura permanente, per il rinnovo continuo dei prestiti alla scadenza, si giunge a valori spesso assai diversi del Capitale Circolante Netto, anche di valore positivo.

Si deve sottolineare, dunque, che alcune poste del passivo a breve termine sono solo "formalmente" a breve scadenza e gli scoperti di c/c, che è vero che sono revocabili a richiesta della banca ma di fatto costituiscono una modalità di finanziamento usato in via continuativa da parte delle imprese.





Significato del Capitale Circolante netto

Lo schema seguente presenta il significato che può assumere il risultato positivo o negativo del Capitale Circolante Netto.

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO
CCN maggiore di 0 (Liquidità immediate + liquidità differite + scorte ) > Passività correnti Giudizio positivo sulla struttura finanziaria dell'azienda.Va tuttavia valutato il "peso" che hanno nel calcolo del CCN le scorte e i crediti verso clienti, in quanto componenti non sempre facilmente e prontamente liquidabili.

Nell'ipotesi di valori di CCN largamente positivi, l'analista dovrà approfondire la sua evoluzione storica.
CCN minore di 0 (Liquidità immediate + liquidità differite + scorte ) < Passività correnti L'azienda finanzia con fonti a breve attività immobilizzate, espondendosi in tal modo a rischi di natura finanziaria. Un Capitale Circolante Netto negativo è sempre sintomo di squilibrio nella situazione patrimoniale-finanziaria.

Le componenti del capitale circolante netto

Il CCN assume dunque un ruolo importante per valutare il fabbisogno finanziario netto, è opportuno, pertanto, che l'analista affianchi, in sede di analisi, opportune osservazioni sulla necessità di distinguere, di tale fabbisogno,

• quello specifico scaturente da attività operative in senso stretto (trasformazione e distribuzione di prodotti e servizi tipici dell'impresa),
• quello relativo a operazioni di finanziamento, di investimento o di disinventimento.

Una delle scomposizioni più interessanti del CCN, finalizzato allo studio di ulteriori margini di dettaglio dello Stato patrimoniale, è infatti quella che distingue al suo interno Il Capitale Circolante Operativo Netto (CCON) dal Capitale Circolante Commerciale Netto (CCCN).

Per approfondire il significato del Capitale Circolante netto, si evidenzia che esso può essere concettualmente suddiviso in due elementi:

→ la liquidità netta, intesa come differenza delle Liquidità immediate e dei debiti finanziari a breve termine (per lo più rappresentati dai debiti verso banche);

→ il Capitale circolante operativo netto come differenza della sommatoria dei Crediti a breve e delle Rimanenze con i debiti a breve di natura operativa (ad esempio debiti verso fornitori), che ha il compito di misurare la relazione tra gli impieghi in crediti a breve e scorte con le fonti di finanziamento non onerose.

Bibliografia

P.L. Piccari, A. Santori, U. Santori
Leggere il Bilancio
Il Sole 24ore

Gianfranco Balestri
Manuale di Economia e Gestione aziendale13 agosto 2
Hoepli

Imerio Facchinetti
Analisi di bilancio
Il Sole24ore

M.F.Polidoro
Analisi di bilancio e decisioni strategiche
Maggioli Editore

A. Cascio
Analisi del bilancio con il computer
Il Sole 24 ore Pirola SpA 1995

Ratio Centro Studi Castelli
Check-up aziendale
Come tenere l'azienda sotto controllo

Il Sole24 Ore 2007

G.Distefano, M. Benassi
Analisi finanziaria aziendale
Sperling & Kupfer Editori

Aggiornamento

Pagina aggiornata: 18 agosto 2010




Su
| Oppure clicca due volte con il mouse