Capitale Circolante Commerciale Netto
Con il termine di
Capitale circolante commerciale netto si intende la differenza tra la somma dei Crediti verso clienti a breve termine e le scorte di magazzino e i debiti verso fornitori a breve termine. Esso costituisce un margine di primaria significatività in quanto è legato esclusivamente
→ alle politiche di vendita e di approvvigionamento dell'azienda (pertanto dalle politiche di credito verso la clientela);
→ alla programmazione e gestione delle scorte di magazzino (materie prime, semilavorati e prodotti finiti),in quanto il processo operativo obbliga l'azienda a mantenere un adeguato livello di scorte di materie prime e semilavorati nonché a livello di
ouput prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti, merci;
→ alla politica degli acquisti di fornitura, da cui scaturiscono posizioni di debito, che vanno a finanziare gli investimenti in circolante lordo.
Pertanto le voci che compongono tale margine sono:
1) i crediti verso clienti a breve, voce C.II.1 per gli importi esigibili entro l'esercizio;
2) le scorte di magazzino;
3) i debiti verso fornitori a breve termine, voce D.6 per gli importi esigibili entro l'esercizio successivo.
CAPITALE CIRCOLANTE COMMERCIALE NETTO |
| + Crediti verso clienti |
| + Magazzino |
| - Debiti verso fornitori |
| = Capitale Circolante Commerciale Netto |
P.L. Piccari, A. Santori, U. Santori scrivono che "
il Capitale Circolante Commerciale Netto è, per definizione, misurato dalla consistenza dei suoi addendi principali (i crediti verso clienti, le scorte e i debiti verso i fornitori) e dalle loro dinamiche nel tempo, ma il comune legame logico che unisce tra loro i predetti addendi risiede nel fatto che sono tutti, più o meno, correlati ad una comune variabile indipendente: il fatturato".
Per Master24 il capitale circolante netto commerciale è "
espressivo del capitale a rapido rigiro investito nella'ttività tipca dell'impresa".
Infatti il fatturato si identifica con i ricavi netti, dal quale derivano le dimensione di queste suddette variabili del fabbisogno operativo: crediti di natura commerciale, debiti di natura commerciale e scorte.
Il
Capitale Circolante Netto Commerciale è interessato ad evidenziare gli investimenti e le fonti di finanziamento che possono essere direttamente connesse all'attività corrente dell'impresa.Esso dunque esprime la composizione del capitale circolante
relativamente alla dinamica del circuito fornitori - scorte - clienti.
Distefano e Benassi scrivono che il Capitale Circolante Commerciale Netto è "
la parte del capitale circolante strettamente correlata al ciclo di trasformazione e vendita dei prodotti o dei servizi".
Monitorare il Capitale Circolante Commerciale Netto
Monitorare il
Capitale Circolante Commerciale Netto significa monitorare il lasso di tempo che parte dalla fase di acquisto dei materiali fino alla riscossione dei crediti in seguito alla vendita dei beni prodotti.
In sede di analisi del bilancio, occorre che l'analista si soffermi in modo particolare sulle componenti del CCCN (crediti verso clienti, debiti verso fornitori e scorte) e i parametri che esprimono in sintesi il ciclo del circolante (durata media e tassi di rotazione). L'azienda, dopo aver acquistato le materie prime (o le merci in caso di attività commerciale), tenute in magazzino per un certo periodo di tempo, dopo aver provveduto alla loro lavorazione e/o commercializzazione, incassa le vendite.
Si determina così una sfasatura fra incassi e pagamenti, tenendo conto della giacenza media del magazzino.
Molte aziende PMI sono spesso caratterizzate da livelli di Capitale Circolante commerciale positivo sempre crescente e necessitano pertanto di ulteriori risorse finanziarie per far fronte ad una crescita dei volumi di vendita.
Bibliografia
P.L. Piccari, A. Santori, U. Santori
Leggere il Bilancio
Il Sole 24ore
G.Distefano, M. Benassi
Analisi finanziaria aziendale
Sperling & Kupfer Editori
Master24
Amministrazione Finanza & Controllo
Il Sole 24 ore
Aggiornamento 25 agosto 2010
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