Analisi di bilancio

analisi per indici

Le analisi per indici: generalità

L’analisi per indici, utilizzata alle risultanze dei bilanci, è una tecnica di studio della situazione economica, patrimoniale e finanziaria d’impresa fondata sul calcolo di determinati indicatori ottenuti ponendo a rapporto valori derivati direttamente dallo Stato patrimoniale e dal Conto economico riclassificati.

Si deve tuttavia sottolineare che gli indici di bilancio non hanno una capacità segnaletica assoluta, ma permettono di individuare "sintomi e indizi" sullo svolgimento della gestione aziendale con riferimento ai seguenti aspetti dell'impresa permettendo di esprimere solo giudizi di prima approssimazione:

  • redditività
  • liquidità
  • solvibilità
  • solidità

Inoltre si deve far rilevare che gli indici di bilancio non devono essere esaminati nel loro singolo risultato, quindi non hanno un significato autonomo ma devono essere esaminati nella loro globalità, presentano la caratteristica di segnalare eventuali squilibri, le cui cause devono essere attentamente esaminate dal management con una opportuna indagine di natura qualitativa, sia all'interno dell'azienda sia all'interno del mercato in cui la stessa azienda opera.

Come si possono classificare le analisi per indici

Le analisi di bilancio per indici, che presentano una certa valenza, possono essere classificate in:

  • analisi temporali o sequenziali, ossia quando si esamina il trend degli indici che scaturiscono da una serie di bilanci annuali della stessa azienda (ad esempio da un minimo di 3 a un massimo di 5 anni);
  • analisi di settore o interaziendali, ossia quando si confrontano gli indici di bilancio dell'impresa con quelli di altre imprese che operano nello stesso settore e con la stessa dimensione strutturale e di fatturato;
  • analisi temporali e interaziendali, ossia quando il confronto viene operato sulla base degli indici di più esercizi e di più aziende operanti nello stesso settore.

Le analisi per indici sviluppati per un solo esercizio hanno invece una assai scarsa significatività.

Inoltre i risultati scaturenti dall'analisi di bilancio temporale o sequenziale di un'impresa possono essere confrontati con appositi valori standard o indici obiettivo cui l'azienda deve puntare per l'attuazione dei suoi programmi.

Gli autori Pietro Boni, Pietro Ghigini e Clara Robecchi scrivono che

“l'analisi di bilancio per indici o ratios analysis si attua mediante la costruzione di una serie più o meno ampia di relazioni numeriche tra valori o classi di valori di bilancio e si avvale di indici-quozienti e di indici-differenze.”
P.Boni - P. Ghigini - C. Robecchi Percorsi modulari in Economia Aziendale Mondadori Education

Essa consente di verificare la performance della gestione aziendale in un ben determinato arco temporale in un quadro sintetico di facile lettura e dall’alto valore segnaletico.

L’analisi per indici presenta l’indubbio vantaggio di trasformare i numeri assoluti (per esempio quelli dei margini di struttura o dei Conti economici) in numeri relativi permettemdo di confrontarli con altri indici, sia nel tempo (confronti temporali) sia tra imprese (confronti interaziendali), sia con dati standard e medi.

Per calcolare un indice di bilancio si utilizza un procedimento matematico per determinare un rapporto (o quoziente) tra due grandezze che vengono in tal modo poste a confronto. Gli indici sono dunque rapporti matematici – in termini anglosassoni sono conosciuti con la parola ratios – anche se spesso sono utilizzati nell’analisi di bilancio anche valori differenza tra due grandezze, ma in questo caso si parla più propriamente di analisi per margini (patrimoniali e/o economici).

Le analisi per indici: metodologia

Il calcolo di questi indici origina quasi sempre problemi di metodologia che si manifestano quando si raffrontano dati economici con dati patrimoniali.
I valori di reddito rappresentano infatti QUANTITA’ FLUSSO e riguardano un arco di tempo limitato mentre i valori patrimoniali si riferiscono alla data di chiusura dell’esercizio e rappresentano QUANTITA’ STOCK.

Comunque nessun indicatore ha significato se considerato singolarmente. L’efficacia informativa ed interpretativa degli indicatori si fonda infatti sul confronto:

  • nel tempo (riferito alla singola impresa)
  • nello spazio (riferito a più imprese dello stesso settore).

I valori reddituali rappresentano quantità flusso e riguardano un arco di tempo limitato. Non esistono problemi per gli indici che rapportano valori di flusso presi dal Conto Economico. I valori patrimoniali rappresentano quantità stock e si riferiscono generalmente alla data di chiusura dell’esercizio.
Per il calcolo degli Indici che rapportano valori di flusso presi dal Conto Economico a valori di stock dallo Stato patrimoniale, è opportuno considerare una media di valori, ad esempio il valore di inizio esercizio e il valore di fine esercizio.

E' opportuno sottolineare come il Bilancio di esercizio determina Il risultato economico di periodo (flusso) ricavabile dal Conto economico e Il capitale di Funzionamento (stock) ricavabile dalla predisposizione dello Stato patrimoniale.

“Affinché l’analisi risulti significativa, occorre che gli indici ottenuti siano interpretati in modo unitario e coordinato e vengano confrontati con i risultati raggiunti negli anni passati dalla stessa impresa, con le medie settoriali e con gli indici di andamento macroeconomici (andamento dell’occupazione, dell’inflazione, andamento della domanda aggregata ecc.). Va comunque sottolineato che, come tutte le analisi prospettiche, anche l’analisi per indici può fornire solo una “chiave di lettura” di probabili andamenti futuri, che non necessariamente si verificheranno.
Fonte: Astolfi, Barale, Ricci – Entriamo in azienda 3 – Tramontana

Gli autori Pietro Boni, Pietro Ghigini e Clara Robecchi scrivono (opera citata) che

Gli indici di bilancio non hanno un valore segnaletico assoluto, ma forniscono unicamente “sintomi ed indizi” sullo svolgimento della gestione, con riguardo alla redditività, alla liquidità, alla solidità e alla solvibilità dell’azienda, e quindi consentono giudizi di prima approssimazione.

Le analisi per indici: tipi di analisi

Si parla di Analisi per indici ORIZZONTALE quando l’analista procede ad elaborare i bilanci di differenti aziende tutte appartenenti al settore di appartenenza dell’impresa, allo scopo di evidenziare analogie e differenze ovvero con dati medi del settore nel quale l’impresa opera.
Questa tecnica permette all’analista il confronto tra la composizione delle fonti e degli impieghi dell’azienda oggetto dello studio con altre realtà aziendali.

Si parla di Analisi per indici VERTICALE quando si elaborano più indici della stessa azienda ma riferiti a diversi esercizi consecutivi, allo scopo di esaminare l’andamento nel tempo di un determinato indice, rilevandone difformità o anomalie di comportamento.
L’analista non deve limitare il proprio giudizio al valore assoluto degli indici, bensì alla loro evoluzione nel tempo e nello spazio. Quest’ultima può rappresentare un punto di riferimento per esprimere apprezzamenti sulle singole realtà aziendali.

L' Analisi dell’andamento dell’impresa nel tempo è una tipologia di analisi che permette all’analista di bilancio di valutare nel tempo la dinamica della composizione del capitale sia dal punto di vista delle fonti che degli impieghi.

Con questa tipologia di analisi è opportuno sottolineare come una corretta analisi si debba basare sull’esame di almeno tre bilanci consecutivi per poter osservare i movimenti dei dati nel tempo.

Si parla invece di Analisi per indici PARAMETRICA quando l’analista procede a comparare gli indici aziendali con valori parametrici (indici standard o indici obiettivo) che costituiscono obiettivi cui l’impresa intende puntare per attuare la sua strategia aziendale.


Le analisi per indici: vantaggi

Gli indicatori di bilancio presentano alcuni vantaggi tra cui:

  • ELEVATA MISURABILITA': la loro rilevazione si basa infatti su regole precise lasciando ben pochi margini di arbitrarietà nel calcolo delle varie poste di bilanci.
  • COMPLETEZZA: nell’analisi di esaminano tutte le aree di redditività dell’impresa, impieghi e fonti.
"Attraverso l’analisi interpretativa la banca è già in grado di ottenere significativi dati informativi o segnaletici sulla solidità patrimoniale, sull’equilibrio finanziario, sull’efficienza e sulla redditività di una impresa. Lo scoring di bilancio ha, infatti, una capacità predittiva piuttosto elevata, superiore all’80%-85% e le informazioni sono caratterizzate da alta oggettività e verificabilità. Ecco perché rivestono un ruolo di rilievo nella valutazione del merito creditizio aziendale (rating). Permangono sicuramente le difficoltà legate alle neo-imprese o alle microimprese, per le quali assumeranno pertanto un peso maggiore le variabili di tipo qualitativo.
Fonte: CCIAA di Macerata – Le variabili quantitative

Le analisi per indici: limiti


Gli indicatori di bilancio presentano alcuni limiti tra cui:

  • Tempi di analisi piuttosto elevati: è necessario aggregare le diverse informazioni ottenute.
  • Limitata validità dei risultati ottenuti: essi sono infatti il risultato di azioni del passato anche se prossimo, ma quello che in realtà interessa è evidenziare le potenzialità future dell’impresa.

Le analisi per indici: procedura e note operative


Le analisi per indici sono caratterizzate dalla successione delle seguenti fasi operative:

  • La revisione dei bilanci oggetto dell’analisi;
  • La riclassificazione dei bilanci sia per quanto attiene allo Stato patrimoniale sia per il Conto economico;
  • La scelta e il calcolo degli indici da utilizzare nell’analisi;
  • Il coordinamento degli indici e la predisposizione di una relazione che interpreti i risultati ottenuti

La prima fase, la revisione dei bilanci, consiste nell'analisi ed interpretazione revisionale del bilancio che si prefigge di fornire un giudizio sul grado di attendibilità delle varie poste di bilancio, accertando la corrispondenza dei valori di bilancio con i dati che scaturiscono dalla contabilità, nonché la correttezza dei criteri di valutazione e dei principi contabili adottati.

La revisione del bilancio può essere naturalmente e correttamente effettuata solo all'interno dell'azienda in quanto le persone incaricate della revisione stessa devono poter disporre della contabilità aziendale.L'analista esterno all'azienda deve quindi basarsi - e ritenere corrette - le attestazioni contenute nell' eventuale relazione della società di revisione oppure quelle inserite nella nota integrativa a cura degli amministratori.

La seconda fase, riclassificazione del bilancio, si pone l'obiettivo di giungere ad una corretta analisi per indici e costituisce un'operazione molto delicata presentando diverse problematiche. Si rende, però, necessaria in quanto il bilancio di esercizio come documento contabile, formulato secondo i rigidi schemi previsti dalla normativa civilistica (artt.2424, 2425), non consente di estrapolare tutte le informazioni necessarie per valutare gli aspetti operativi e strategici sui quali dovranno essere prese le eventuali soluzioni.

Chi intende utilizzare questa tecnica d’analisi dovrà pertanto procedere in primo luogo ad una riclassificazione dei dati di bilancio, ossia ad una riesposizione dei suoi valori diretta a trasformare una struttura mirata alla dimostrazione dei risultati in una struttura finalizzata per l’analisi.

La necessità della fase del processo di riclassificazione dei valori di bilancio rimane anche dopo l'attuazione della IV Direttiva CEE, tuttavia si deve riconoscere che la nuova normativa semplifica notevolmente il lavoro dell'analista esterno, anche grazie al miglioramento dell'informazione della gestione aziendale da essa derivante.

Per lo Stato patrimoniale il processo di riclassificazione si prefigge lo scopo di evidenziare la struttura degli impieghi, espressi dalle attività e la composizione delle fonti di finanziamento, espresse dalle passività che evidenziano le fonti di finanziamento esterne e dal patrimonio netto che evidenzia le fonti di finanziamento interne.

Per il Conto economico il processo di riclassificazione si prefigge invece lo scopo di raggruppare i ricavi e i costi in base alle aree di gestione da cui provengono in modo da far scaturire aggregati e risultati intermedi utili per analizzare la redditività e i fattori che la determinano.

L'obiettivo che si prefigge l'analista è pertanto quello di evidenziare dai dati di bilancio le grandezze degli aspetti finanziari, patrimoniali e reddituali e ricavarne gli indicatori numerici in grado di valutare oggettivamente caratteristiche come efficienza, redditività, liquidità, solidità patrimoniale ecc.

Quanto alla terza fase, la scelta e il calcolo degli indici, si evidenzia quanto scrivono gli autori Pietro Boni, Pietro Ghigini e Clara Robecchi

"la bontà e la qualità delle analisi non sono collegate alla quantità dei quozienti calcolati, in quanto una massa eccessiva di dati può essere fuorviante o rendere molto più complessa la formulazione delle conclusioni.”
P.Boni - P. Ghigini - C. Robecchi Percorsi modulari in Economia Aziendale Mondadori Education

relazione interpretativa analisi per indiciLa quarta ed ultima fase, il coordinamento degli indici e la preparazione della relazione illustrativa, rappresenta la fase più complessa di tutta la procedura in quanto è necessario che l'analista provveda ad una lettura degli indici nel loro insieme, composti a sistema, vale a dire tragga le proprie conclusioni identificando gli indici nelle loro mutue relazioni, nei vincoli logici e/o matematici che sono alla base del loro stesso calcolo.

L'analista non dovrà pertanto limitarsi all'esame di uno o pochi dati presi isolatamente.