Ecco come si misura l’azienda in forma

A cura di Alessandro Felicioni
Italia Oggi di Giovedì 28 ottobre 1999

Sebbene la funzione di Altman non possa essere assunta automaticamente come cartina di tornasole della situazione finanziaria dell’impresa, per i limiti ed i difetti strutturali, ciò non toglie che essa possa benissimo fungere come primo e preliminare studio in merito alla previsione di solvibilità nel medio periodo; essa cioè potrebbe proficuamente essere utilizzata come uno strumento di monitoraggio, capace, al più, di generare l’avvio altri sistemi di analisi più sofisticati e precisi.
In tale prospettiva una applicazione concreta della funzione, se da un lato permetterà una maggiore comprensione della struttura della stessa e dei dati necessari per la sua elaborazione, dall’altro potrebbe offrire agli operatori un primo e decisivo impulso verso una gestione dinamica dell’azienda, volta all’individuazione dei possibili scenari futuri con un anticipo tale da poter invertire la rotta in presenza di situazioni negative già intravedibili.
Vale perciò la pena approfondire le modalità concrete attraverso le quali, a partire dai grezzi dati contabili estrapolabili dal bilancio d’esercizio, sia possibile calcolare l’indice di equilibrio finanziario dell’impresa e i futuri scenari prospettabili.

I valori direttamente attinti dal bilancio riclassificato secondo la IV Direttiva Cee sono relativi ad una società realmente esistente, che nel corso dell’anno 1998 ha evidenziato una perdita di esercizio pari a circa 200 milioni.
A fronte di tale dato negativo sembra utile procedere all’approccio suggerito da Altman, al fine di verificare, quanto meno, se la situazione attuale debba essere assunta quale indicatore di una futura evoluzione negativa della struttura finanziaria aziendale.
La tesi che il procedimento matematico racchiude è semplice: il risultato dell’elaborazione non dovrà essere inferiore a 3 per garantire, con i limiti e le precauzioni viste, una serenità in ordine all’equilibrio finanziario dell’impresa. La zona d’ombra, compresa tra i valori 1,8 e 3 non permettono di stabilire alcun giudizio sull’andamento aziendale, ma va da sé che anche tale situazione dovrebbe essere fronteggiata con notevole prudenza.
Se infine l’indice si attesta su valori inferiori ad 1,8 l’equilibrio finanziario dell’impresa risulta già gravemente compromesso e si rendono necessari provvedimenti d’urgenza volti ad incidere sulla funzione stessa e, in definitiva, sulla solvibilità generale dell’impresa.
Nella fattispecie evidenziata (si veda tabella) l’indice di equilibrio finanziario raggiunge il valore limite di sicurezza ma solo per qualche frazione di punto.
Date le caratteristiche della funzione e i limiti in merito all’attendibilità della stessa, il panorama dell’impresa non può considerarsi del tutto sgombro da nubi; tanto più che la situazione reddituale risulta negativa.
Quest’ultimo dato porta con sé una duplice considerazione: da un lato dimostra come la presenza di una perdita d’esercizio possa convivere con una situazione finanziaria sostanzialmente equilibrata; dall’altro, però, la precaria condizione impone una notevole attenzione nella gestione futura, specie in relazione alla circostanza che le variabili della funzione non possono essere manovrate liberamente ma occorre tenere d’occhio anche gli sviluppi che tali interventi potrebbero avere sulla situazione reddituale, già di per sé precaria.

LA FUNZIONE DI ALTMAN

Z= 1,2 x X1 + 1,4x X2 + 3,3x X3 + 0,6x X4 + 0,99x X5

Z= Indice di equilibrio finanziario
X1 = Capitale circolante/ Totale attività L. 15.632.053/ L. 17.216.915 = 0,91

X2 = Utile non distribuito/ Totale attività L. 242.889/ L. 17.216.915 = 0,01

X3 = Utile ante oneri finanziari e imposte/ Totale attività L. 660.209/ L. 17.216.915 = 0,04

X4 = Valore di mercato del capitale/Indebitamento totale L. 2.443.116/L. 14.688.937 = 0,17

X5 = Vendite/ Totale attività L. 29.826.724/L. 17.216.915 = 1,72

Applicazione della funzione di Altman a una specifica azienda
Valori in migliaia di Lire

Capitale circolante L. 15.632.053
1) Rimanenze
2) Crediti
3) Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
4) Disponibilità liquide
Totale attività L. 17.216.915
1) Capitale circolante
2) Immobilizzazioni
3) Ratei e risconti

Utile non distribuito L. 242.889
1) Autofinanziamento
2) Riserva legale
3) Altre riserve
Utile prima degli oneri finanziari e delle imposte L. 660.209

Vendite L. 29.826.724
1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni

Indebitamento totale L. 14.688.963
1) Fornitori e Banche
2) TFR
3) Debiti
4) Ratei e Risconti

Valore di mercato del capitale L. 2.443.116
1) Capitale
2) Riserva legale
3) Altre riserve
4) Riserva statutaria

Z= 1,2 x 0,91 + 1,4x 0,01 + 3,3 x 0,04 + 0,6 x 0,17 + 0,99 x 1,72 = 3,06