Analisi della redditivita' |
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L'obiettivo dell'analisi della redditivita' è quello di verificare se l'impresa sia in grado di creare reddito, ossia di remunerare in maniera adeguata gli investimento effettuati dai soci o dagli azionisti.
Nel capitolo dedicato alla riclassificazione del conto economico è stata sottolineata l’importanza di separare la gestione caratteristica dell’azienda da quella finanziaria e straordinaria.
Come primo passo per l’analisi della redditività aziendale si esamina il risultato della gestione caratteristica o risultato operativo.
Per ritenere tale valore soddisfacente si rende necessario un termine di riferimento che esprima la reale dimensione dell’impresa.
Il valore che esprime al meglio la reale dimensione dell’azienda è il totale degli impieghi e pertanto dal confronto tra risultato operativo e totale capitale investito si determina il primo indice di fondamentale importanza per l’analisi della redditività aziendale, il R.O.I.. che è l’abbreviazione di “ Return on investments” e che può essere calcolato secondo formule diverse.
Nella prima formula del ROI si considera il capitale investito in un determinato istante di tempo, cioè alla data di preparazione del bilancio.
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R.O.I. = |
Risultato operativo Totale capitale investito |
Nella seconda configurazione il ROI assume un significato maggiore in quanto esprime la redditività del capitale mediamente investito nel periodo compreso tra l’inizio e la fine del periodo.
Il valore medio del capitale investito attenua infatti le possibili punte intervenute durante l’anno, evitando nel contempo il pericolo che l’indice calcolato solo al termine dell’esercizio possa evidenziare una redditività inferiore o superiore al dovuto, per aver considerato, a parità di reddito operativo, un capitale investito al termine del periodo inferiore o superiore al capitale investito medio dell’anno.
Il capitale investito nell’azienda è una grandezza che cambia costantemente e il suo valore medio si potrebbe calcolare con assoluta precisione disponendo dei valori giornalieri; poiché questa soluzione non è attuabile, si procede a calcolare la media dei valori iniziali e finali del periodo.
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R.O.I. = |
Risultato operativo (Capitale investito iniziale + Capitale investito finale) :2 |
Come chiave di lettura di questo indice si deve precisare che il ROI deve essere interpretato nelle sue variazioni nel corso dei vari esercizi e mai in una visione statica.
In particolare il ROI deve essere per lo meno pari (o meglio superiore) al costo medio del denaro, in pratica al costo percentuale dei finanziamenti esterni utilizzati per dar vita al capitale investito onde valutare la convenienza o meno di un ulteriore indebitamento allo scopo di sviluppare l’attività aziendale.
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Indicatori di Redditività (Roe,Roi,Roa)
Sul blog borsa, cultura finanziara e finanza operativasi legge che tre sono gli indicatori molto utili per l'analisi della redditivita' vale a dire il Roe, il Roi e il Roa.
Il ROE sta per return on equity, ovvero "ritorno dal patrimonio". Questo valore è dato dal rapporto (in genere espresso in percentuale) tra utile netto e patrimonio netto. Ovviamente più esso è alto meglio è, perchè indica in maniera realtiva (e quindi può essere usato per paragonare le aziende tra loro) quanto utile riesce a produrre a partire dal proprio patrimonio netto. Questo valore è assolutamente necessario che sia superiore al rendimento dei titoli di stato, altrimenti a parità di valore, conviene rischiare molto meno e utilizzare Bot e simili.
Il ROI sta per return on investment, ovvero "ritorno dagli investimenti". Questo valore è dato dal rapporto (sempre in percentuale) tra Ebit e Capitale Investito Netto. Il capitale investito netto può essere più semplicemente calcolato come somma tra Patrimonio Netto e Indebitamento Finanziario Netto. Come per il Roe è un indice relativo e può essere usato per paragonare tra loro le aziende e ovviamente più è alto meglio è. E' assolutamente necessario che sia maggiore del costo del denaro, altrimenti se l'azienda accendesse prestiti diminuirebbe il Roe.
Il ROA infine sta per return on assets, ovvero "ritorno sull'attivo". Questo valore è dato dal rapporto percentuale tra l'utile netto e il totale dell'attivo (attività correnti + attività non correnti). Più è alto meglio è, può essere usato per paragonare le aziende tra di loro perchè è relativo.
Alcune note su questi tre indicatori:
1. a seconda del settore e dell'industria in cui opera la società, i valore medi di questi indicatori cambiano; per cui quando si vuole giudicare un azienda a partire da questi indicatori, lo si deve fare paragonando il valore del Roe o Roi o Roa dell'azienda con quello medio del settore o industria. Se è superiore è una buona azienda da questo punto di vista, se non lo è significa che ce ne sono di meglio in giro, non vi è quindi un valore preciso di riferimento per il quale si possano giudicare questi indicatori alti o bassi, per quando in genere vederli sopra il 20% è difficile e se un azienda possiede quel valore, dovrebbe essere sotto questo aspetto una buona azienda
2. una cosa che varrà e che ripeterò per tutti gli indicatori: non troverete su tutti i siti e su tutti i bilanci, tutti gli indicatori e multipli di mercato calcolati allo stesso identico modo; quindi fate attenzione a come vengono calcolati e soprattutto siate coerenti, nel senso che se avete calcolato fino a un certo punto un indicatore in un certo modo, dovete sempre calcolarlo così oppure ricambiare dall'inizio i componenti, altrimenti non si possono paragonare i dati!
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